Politiche

Biopotere, società, democrazia e conflitto

La nuova ALBA del Sol dell’Avvenir

Pubblicato da brasseriefoucault su Luglio 16, 2008

Puno, nel Perù meridionale, non lontano dai confini con la Bolivia, non è sicuramente una meta turistica. Non perché il posto non lo meriti: sorge nelle montagne, nel cuore dell’impero Incas, sulle sponde del lago Titicaca, non lontano da Machu Picchu. Ma, a Lima, sembrano essersi dimenticato di questo pueblo indio devoto alla Santìsima Virgen Marìa de la Candelaria che, durante la festa patronale, viene scorrazzata per le strade, addobbata con piume d’aquila come un imperatore quechua, facendo slalom fra le buche; a Puno, infatti, mancano anche i servizi più basilari come l’acqua e l’elettricità. Il paese versa in condizioni pietose ed i collegamenti con Lima sono solo tre volte alla settimana. Eppure su questo quarto stato creolo brilla l’alba di un nuovo sol dell’avvenir.


ALBA è l’acronimo che campeggia su più di 100 strutture a Puno. La prima casa ALBA risale solo al 2004. In quattro anni questa associazione ha raggiunto una presenza capillare sul territorio. Proprietà immobiliari ed un giro d’investimenti di capitali stranieri da lasciare di stucco: ma di che si tratta?

L’Alternativa Bolivariana para los pueblos de nuestra Amèrica (ALBA) non si discosta da altri gruppi di estrema sinistra latinoamericani; ha un forte background culturale basato su marxismo, terzomondismo e panamericanismo. Un calderone con dentro Francisco de Miranda, Simon Bolivàr e Che Guevara che dovrebbe operare attraverso il principio cooperativo, come una sorta di associazione transnazionale che promuove self-help e reti di solidarietà, fornendo le comunità locali di servizi primari. Già nel nome, infatti, si gioca con le parole in opposizione all’ALCA,

l’Area de Libre Comercio de las Americas, accordo di libero scambio patrocinato dagli States e criticato da molte sinistre latinoamericane come l’ennesima operazione neoliberista, ossequiosa della dottrina Monroe, che null’altro interesse se non quello delle elites latifondiste può realisticamente perseguire. ALBA, d’altronde, è penetrata nel Perù a seguito di un progetto benemerito a latere del quale si forniscono cure sanitarie per i non abbienti.

Peccato che sull’organizzazione pesi come un macigno il fatto di essere una creatura del ministero per il commercio estero venezuelano e di essere presieduta da Hugo Chavez. Una commissione d’indagine del Congresso peruviano avrebbe scovato una rete dentro ALBA che lega il presidente venezuelano, Evo Morales e Fidel Castro direttamente con Sendero Luminoso e Tupac Amaru, fra i gruppi rivoluzionari di ispirazione comunista più sanguinari del Perù. Ovviamente quando si analizza la storia di questi gruppi ci si confronta con situazioni di estrema complessità .

Sendero Luminoso, ad esempio, è un gruppo maoista-polpottista (!) che alle operazioni di guerrilla affiancava una fitta rete di solidarietà volta ad assistere i più umili, tanto da essere considerato interlocutore per alcuni gruppi religiosi ed aver financo ricevuto – a detta del Congresso USA – finanziamenti dai gesuiti inglesi. In quegli anni, inoltre, era presidente del Perù Alberto Fujimori, attualmente detenuto in un carcere di massima sicurezza cileno e in attesa di giudizio per casi di violazione di diritti umani di rara atrocità. Anche su Sendero Luminoso, d’altronde, pesano gravi accuse, come l’aver ucciso molti innocenti e vari missionari dell’operazione Mato Grosso, nonostante i presunti legami con la chiesa. Da questo punto di vista ALBA sarebbe un cavallo di Troia attraverso il quale la nuova leadership latinoamericana coagulatasi attorno a Chavez cerca di destabilizzare gli altri Paesi.

La rete del presidente venezuelano è a maglie larghe. Soprattutto gli Stati Uniti sono convinti che i suoi finanziamenti spazino dalle FARC, IRA, ETA fino alle varie sigle islamiste presenti dalla Cecenia all’Iraq. Il Venezuela, d’altronde, ha siglato un importantissimo accordo con la Cina e l’Iran per lo sfruttamento dei giacimenti di Yadavaran.
Nel frattempo si è acuita la frattura fra le varie sinistre latinoamericane, divise fra Lula – oramai filoamericano – la riformista Michelle Bachelet ed il terzomondismo radicale di Chavez.

Di certo a Puno, in un distretto dove la povertà supera il 75% della popolazione, secondo un indagine del giornale El Universàl, cresce la fiducia dei cittadini verso ALBA e verso il presidente venezuelano. Interrompere le attività dell’associazione sarà molto difficile, anche qualora si dovesse svelare incontrovertibilmente la natura di copertura di attività terroristiche legate a Sendero Luminoso.

(pubblicato su Notizie Verdi)

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